L’Accademia Libera Natura e Cultura e l’azienda agrituristica “La Schezza” presentano la mostra parzialmente ‘open air’, negli ambienti limitrofi incontaminati del Castello Ginori di Querceto (Montecatini VC-PI), presso la località omonima, dello scultore salinese, già formatosi nella città d’arte di Volterra, Mauro Stefanini.
Frammenti ellenici, ripiegamenti di corpi, maschere, “Pietà” interpretate e ricontestualizzate alla luce di un espressionismo moderno, fra l’assolutezza della profondità di un dramma incombente interiore e l’alleggerimento creativo della caricatura d’autore, la classicità ellenica, l’iconografia cristiana o i quesiti socio-psicologici ed esistenziali più contemporanei, disegnano i percorsi marmorei e in ferro e la forza plastica dell’opera scultorea di Mauro Stefanini, nella personale che sarà inaugurata venerdì 4 luglio, con vernissage alle ore 18 e cena a base di prodotti tipici (ore 20) e che resterà aperta ai visitatori, fino al 18 luglio.
Un viaggio attraverso le suggestioni millenarie della scultura narrante, con citazione talvolta anche di architetture con demoni e mostri magici ‘rapite’ da chiese ed edifici pubblici antichi o gotici, nelle metamorfosi espressioniste che ripercorrono sentieri profondi e tenebrosi della riflessione più intima mascherata dalla bidimensionalità e dal lavoro scultoreo incompiuto del ‘levare’ esteriore, fino agli sconfinamenti verso un astrattismo cinetico-futuristico che mantiene dei vortici passionali espressionisti il movimento e l’immediatezza di rappresentazione.
La presenza spesso di due soggetti, in uno sdoppiamento di significato fra la scoperta dell’alter attraverso la preliminare acquisizione dell’alter ego interiore, in ritratti anonimi, talvolta vagamente esotici e sensuali, la ricostruzione della storia universale, complessa, ciclicamente presente e mai eguale, è testimoniata dai ‘precipitati’ archetipici artistico-religiosi della Pietà o del Cristo fino ai miti divini più antichi contaminati di infiltrazioni etniche ed esotiche, lungo percorsi mnestici di ritualità magiche ed ancora, presenti, imponderabili e misteriose.
Fra sacro e profano, fra superfici levigate ed ondulate e ruvidezze di sofferenza e rinuncia alla corporalità perfetta, fino alle sensualità accentuate anche dalla guida naturale delle venature dei marmi, la maschera antica si fa metafora del doppio livello di realtà tra la rappresentazione esterna e drammaturgica del Sé ed una più autentica condizione spirituale immortalata nella metamorfosi di quella stessa maschera eternamente prigioniera dell’enigma mai risolto tra la profondità autentica dell’Io e la magnificenza scenografica della sua più esoterica e creativa “finzione”. L’apertura della mostra, nella sala espositiva e negli spazi esterni la casa padronale, con dimostrazione dell’artista, è prevista nei giorni del sabato e della domenica, negli orari 10-12 e 16-19, o su appuntamento telefonando al numero 328/4771027.
Per informazioni ed iscrizioni alla cena: +39 328/4771027, +39 333 6405250, www.laschezza.com.
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