Si è aperta il 1° giugno la mostra di inediti di Andrea Pazienza.
La mostra è un percorso ad episodi , tre macro episodi che sono poi l tre periodi nei quali si possono racchiudere i 5 anni della vita montepulcianese di Andrea Pazienza, ciscuno accolto da una sede diversa
1-"Collazzi" inverno 1983 - Luglio 1985 sede Museo Civico di Montepulciano. In questa sezione verranno esposte opere riguardanti l'arrivo di Pazienza a Montepulciano, il nascente rapporto con gli Editori del Grifo e con i ragazzi del luogo.
2-"Mano Nera" Luglio 1985 - Settembre 1986 sede Logge delle Mercanzia. In questa sezione trovano posto documenti riguardanti la vita alla mano Nera, i progetti in loco, il matrimonio e le collaborazioni editoriali
3-"San Bartolomeo" Novembre 1986 - Giugno 1988 sede Cripta della curia vescovile. Un lungo omaggio da parte dei cittadini che lo hanno conosciuto e con il quale hanno collaborato attraverso una serie di sentite video interviste
Andrea Pazienza arriva a Montepulciano a casa di Mauro Paganelli, dove soggiorna per lunghi periodi dall'estate del 1983. Nell'estate del 1984 A.P. decide di trasferirsi a Montepulciano. Il 1° Settembre dello stesso anno arriva da Bologna con tutte le sue cose e prende in affitto una casa in via di Collazzi. E' una villetta congiardino pensile panoramico frequentata da numerosi artisti come lui e dai ragazzi di Montepulciano con i quali ama condividere cose quali scorazzare in moto per la val d'Orcia, improvvisare uno studio fotografico-televisivo o sostenere, disegnandoli, loro progettie idee. In questo periodo vede la nascita il giornale Frizzer a lui affidato e A.P. in una prefazione al giornale scrive: "Ma sotto, proprio sotto casa mia, vedo la cosa più bella che a un uomo sia dato di vedere cioè: la chiesa di San Gallo costruita dal San Biagio." Anche "La leggenda di Italianino Liberatore" viene disegnata in questo periodo e segue il travagliato percorso del suo autore. Infatti, è proprio durante il trasloco dalla casa di via di Collazzi a quella di Mano Nera che viene persa la seconda puntata disegnata a Parigi, cosa che costrinse A.P. a ridisegnare da capo l'intera puntata cambiandone, nel frattempo, la sceneggiatura. In seguito ritrova la puntata "parigina" e la inserisce in successione a quella appena pubblicata, creando nei lettori una grande confusione. Il tentativo di continuare la storia con una sua logica si arena di nuovo di fronte agli attriti con il direttore Vincenzo Sparagna, ben descritti nelle esilaranti pagine autoconclusive dell'ultima parte. Sempre in questo periodo Andrea Pazienza incontra i coreografi-danzatori della neonata SostaPalmizi, che stanno preparando il primo di una lunga serie di spettacoli come gruppo di teatro-danza per il Cantiere Internazionale di Arte di Montepulciano.
Agli inizi di Giugno 1985 Andrea Pazienza conosce a Roma Marina Comandini e insieme a lei si trasferisce in piena campagna, nella villa "La Mano Nera", ad alcuni chilometri dal centro poliziano. La grande casa è divisa in più appartamenti e i rapporti tra i vari abitanti sono improntati all'amicizia. Anche qui la casa di A.P. è frequentatissima da amici di ogni provenienza. Per un periodo anche Stefano Tamburini sarà uno dei "manonerini". E' qui che Andrea riscopre la magnificenza della natura, circondato dal silenzio e da un paesaggio straordinario ed integro. Da qui partono le chilometriche camminate verso luoghi di grande impatto come Casa al Vento, il Castelluccio, La Foce, Contignano, Radicofani, spesso accompagnato dall'amico e poeta Moreno Miorelli. E' sempre a Mano Nera, tramite Moreno, che avviene un nuovo incontro con la poesia: da Majakovskij a Byron, e poi Esenin, Pasternak, Blok; incontro che gli permetterà di "sbloccare" Pompeo, fermo da mesi ,e di portarlo a compimento utilizzando a piene mani proprio quella poesia e i luoghi circostanti Mano Nera. Da qui ancora l'entusiasmo per esplorare i tesori artistici di Sant'Antimo, Monte Oliveto, Cortona. N
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