Vernissage con performance in “happening” dell’artista, cena mediterranea e concerto lirico in sinfonia d’archi del soprano Chiara Mattioli Definito da Vincenzo Consolo come poema narrativo “poetico e materico” attraverso altari tridimensionali ricavati dall’assemblaggio di frammenti di tavole di barche dai mari del sud usurate dalle intemperie, materiali naturali (rocce, sabbie, piante), interventi pittorici successivi, “Il pellegrinaggio degli amanti impossibili”, il progetto multilivello concettuale di arte contemporanea dell’autore Luigi Camarilla, nato dall’opera letteraria omonima e di riflessione incisiva, in ambientazione etnico-tradizionalista, sul senso del Sé e sullo statuto ontologico della vita emotivo-emozionale nei tempi attuali, sarà in mostra al Castello di Querceto (PI), come tappa dimostrativa itinerante e di significato, dal 7 al 27 giugno 2008.
Il vernissage della personale, a cominciare dalle ore 18.30 di sabato 7 giugno, fra installazioni, scultura e pittura, prevede anche la performance in “happening” dell’artista con realizzazione di un’opera inedita sul pavimento della sede espositiva. Seguirà la cena a base di menù mediterraneo ed il concerto lirico (ore 21.30) del soprano Chiara Mattioli, con la sinfonia d’archi del Quartetto “I Solisti dell’Orchestra Geminiani” (con Pierclaudio Fei e Rita Bacchelli al violino, Julie Shepherd alla viola ed Elisa Peschi al violoncello) nella rivisitazione, attraverso le forme dell’Opera, dell’Operetta e dei classici sonori del cinema, di arie e melodie sulle immagini evocative dei sentimenti romantici, nel repertorio selezionato sul tema “Canta l’Amore”.
Una serie di installazioni “altari”, strutture votive, edicole, che citano la tradizione cattolica o i totem delle tribù animiste, fino agli stilemi della cultura araba, con ricorrenza della oramai stabile icona della passione dell’amore, un cuore intuitivamente ricavato dalla foglia di fico d’india con tre frutti fiammanti alla sommità, e tavole di pittura dove gli scatoloni, rappresentazione dei contenitori degli stessi altari negli spostamenti reali delle mostre itineranti del progetto, si fanno metafora del contenimento-opposizione al libero esplicarsi della passione e dell’amore.
“Una narrazione mai finita” nelle parole dell’autore, a cominciare dal singolare racconto in cui un misterioso protagonista definito “Il Camminante delle isole”, destinato a vagabondare per dannazione d’amore, pellegrina per 32 siti del Mediterraneo, fino all’ultima “Isola Sentimentale”: sono le 32 tappe di apprendimento “Dalla Passione dell’Amore alla coscienza dell’Amore” che vengono successivamente rappresentate negli altrettanti “altari”, testimonianza ultima ed iconografico-riassuntiva di un viaggio attraverso la consapevolezza della oggettività esistente di per sé dell’Amore, nella sua auto-evidenza ed auto-rappresentazione. Successivamente un secondo personaggio molto più giovane, riceverà gli altari in eredità e per meglio comprenderli ne costruirà anch’egli su quella stessa falsariga. Questi sono i soggetti materici delle successive mostre ed interventi-installazione realizzati, fra creazione e percorso archetipico-interiore, destinati a comunicare agli “amanti impossibili” che per loro è esistito ed esiste un pellegrinaggio fra consapevolezza e passione.
Carrellata visiva e tridimensionale sulla gamma dei sentimenti intrinseci e provocati dalla condizione di innamoramento-amore dalla pazienza alla solitudine al tradimento alla passione, nei cuori ricorrenti, ricavati da foglie di fico d’india o da rocce vulcaniche, luminosi, opachi o colorati. Forme intuite e prese a prestito dalla natura, protagoniste di teatrini-altari nella materializzazione visiva di un concetto sul palcoscenico fatto di tavole e legni usurati dal mare in tempesta, dipinti nelle cromie nostalgiche della tipicità siciliana con rimandi archetipici di cultura araba, fra filosofia orientale e riscoperta episteme occidentale, il taglio fort
|