Gli Antichi Mestieri del Salento
Facciamo un salto nel passato, in un passato salentino dove gli uomini vivevano di poco, dove si lavorava sapientemente e con umiltà per mandare avanti la numerosa famiglia. Erano dei semplici lavori a cui ci mettevano intensa passione e amore. Diversi i mestieri che oggi ancora si ricordano, come ad esempio: “lu stagninu”,colui che si occupava della riparazione delle pentole, dei secchi, delle grondaie, insomma tutto ciò in cui si utilizzava lo stagno che, a quei tempi costava caro; “lu conzalimmure”, il chirurgo dei vasi in terracotta; “lu vetturinu”, che si occupava del trasporto di persone su di un carro trainato da un cavallo; “lu cazzafricciu”,una personaggio predisposto al lavoro, il cui compito era quello di spaccare le pietre che sarebbero in seguito servite a sistemare viottoli o strade, ecc... Una serie di personaggi che a nominarli e raccontarli sembrano delle favole antiche, belle come se quei tempi fossero lontani da noi anni luce. Dei mestieri che sono stati dimenticati e sono via via scomparsi perchè sostituiti da macchinari sempre più veloci ed efficienti. Eppure a quei tempi non si poteva fare a meno dell' “uttaru”(colui che si occupava della conservazione del vino nelle botti), della tessitrice e via dicendo... Molto raramente ci capita di sentire per le strade dei paesi “ lu mmulaforbici”, uno dei pochi mestieri che ancora oggi sopravvive. Vale la pena visitare i diversi musei dislocati nel Salento che raccontano gli antichi mestieri ed avere una descrizione più dettagliata. Ricordiamo “Il Museo della Civiltà Contadina” a Supersano e a Tuglie e “Il Museo della Civiltà del Lavoro Tradizionale” a Parabita.
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